domenica 21 gennaio 2018

BATRACOMIOMACHIA "Vie delle indecisioni"

BATRACOMIOMACHIA "Vie delle indecisioni"(Autoproduzione)
Vie delle indecisioni: le inutili lotte tra topi e rane nel nuovo album Batracomiomachia. Secondo lavoro in studio per la indie pop band teatina.
Batracomiomachia: un singolare incontro-scontro tra topi e rane raccontato anticamente da Omero nell’opera omonima regala il titolo al nuovo e secondo album della band Vie delle indecisioni pubblicato a novembre. Il titolo è ben spiegato anche nella copertina sulla quale la parola è evidenziata e suddivisa in parti. Vi si spiega l’antico termine greco e il suo significato, la pronuncia e l'accezione ironica che la parola ha ereditato su disco. Nella parte destra della copertina viene invece riportata l’immagine di una rana e un topo e il nome della band. La ‘batracomiomachia’ che l’album vuole portare in musica è quella quotidiana, cioè quelle battaglie che con ironia la band racconta poiché parte integrante del proprio vissuto. E si toccano proprio tutti gli argomenti in merito: a partire dalla continua lotta tra l’essere artisti e i problemi connessi a questa condizione come la precarietà economica o le scadenze discografiche (ne Il cantautore), passando per i problemi in una storia d’amore che poi termina (in Auf Wiedersehen) e i soliti e frequenti screzi tra vicini di casa (ne Il mio vicino). Il brano principale a mio avviso, ovvero la title-track, racconta proprio la lotta più importante: quella con noi stessi. Qui la sonorità spensierata e ritmata creata dal bassista Marco Ranellucci si lega a un testo profondo che tratta appunto di una tematica così intimamente legata a tutti noi. Una delle due particolarità più evidenti che si notano ascoltando l’album è la presenza di alcune parti ‘parlate’ che si trovano in brani come Memorie (la ripetizione come un mantra della frase ‘tanto sarà tutto uguale’  a chiusura della canzone), Auf Wiedersehen (tutta la parte finale che funge da sfogo nei confronti della propria fidanzata, che sta diventando ex, e l’elenco delle ragioni che portano alla fine della storia) e la stranissima parte conclusiva de La democrazia nelle mie mutande, che si configura inizialmente come un dialogo tra amici per poi rivelarsi un monologo, un confronto con se stessi. L’altra è la presenza di una traccia brevissima (28 secondi) che ha come titolo John Cage ed è dedicata al grande compositore.Le Vie delle indecisioni dimostrano con questa seconda fatica di essere una band con tante cosa da dire, in primis i numerosi disagi giovanili (e non) del presente. Parole a volte dure, a volte rivestite di uno strato di leggerezza ed ironia supportate da una appropriata colonna sonora.
Letizia Imperitura

Nessun commento:

Posta un commento